Ai Campioni d'Italia 1942

Sabato 31 Gennaio 2015

Lo spunto di questa "noterella storico-sportiva-postale" mi è stata data da un ritrovamento nel mitico mercato domenicale di Porta Portese di molti anni fa.

 

Il ritrovamento ovvero l'acquisto è relativo a due pezzi che di seguito descriverò inserendoli nel giusto contesto storico.

 

Il primo acquisto (foto n. 1 e n. 2), fatto per poche centinaia di vecchie lirette, mostra la foto di una delle storiche formazioni della "Associazione Sportiva Roma". La conferma la troviamo su un timbrino, in azzurro, posto sul retro della stessa (Assoc.Sportiva Roma). Sempre sul retro riscontriamo un secondo timbro riportante: Lauro Bordin Pubblicista  via Pocchio n. 17 Milano tel. n. 24855.

 

 

Nella foto riconosciamo, almeno cosi personalmente mi sembra, alcuni dei campioni che contribuirono a far grande la Roma del passato e i cui riferimenti li ritroveremo nel secondo documento "ritrovato".

 

Sicuramente il mitico Amadei, ultimo in piedi sulla destra, ed il portiere Masetti in maglia nera. Per il resto mi piace pensare che questa foto possa realmente essere quella della squadra divenuta Campione d'Italia.

 

Lascio la conferma a qualche amico più esperto.

 

Per finire una ultima chicca di questa foto è rappresentata dal fotografo che la esegui forse a Milano, dove risiedeva, durante una delle trasferte milanesi della squadra romana.

 

Lauro Bordin fu un ciclista professionista dal 1910 al 1924 e nel suo palmares troviamo la vittoria ad un giro di Lombardia del 1914: lasciata la bicicletta, divenne fotografo e giornalista sportivo.

 

Il secondo pezzo (foto n. 3 e foto n. 4), anche esso acquistato per poche lire, è invece un Biglietto Postale in franchigia per le Forze Armare, spedito da Alessandria il 19 giugno 1942 anno XX dell'era fascista.

 

 

 

La missiva, spedita appunto in franchigia, dal sergente Pandolfi Vitale del 69 Battaglione Territoriale di Alessandria, è indirizzata "Ai Campioni d'Italia di calcio S.S. Roma" a Roma.

 

Prima di entrare nel merito di questo documento andiamo a contestualizzarlo negli accadimenti prima storici e poi sportivi di quei due anni 1941/1942.

 

Siamo in piena guerra ,il conflitto è diventato mondiale sia per coinvolgimento di tante nazioni,sia per gli scacchieri dove vengono giocate le battaglie e la guerra tutta.

 

Infatti la guerra dai fronti occidentali europei è passata a quelli orientali con l 'invasione dei Balcani e l'inizio della operazione Barbarossa in giugno, che doveva prevedere l'annientamento in breve tempo della Russia. Nel contempo altro scenario di guerra si sviluppa, con fasi alterne, nel territorio della nostra Africa Orientale. Infine nel dicembre del 1941, dopo  il proditorio attacco a Pearl Harbour, la guerra diventa veramente mondiale, con la discesa in campo degli USA. Il 1942 diventa una "sorta di secondo tempo" di quanto iniziato l'anno prima. Nell'AOI continuano le vicende alterne, che vedono le divisioni dell'Asse, dopo l'arrivo del generale Rommel, riprendere parte dei territori persi in precedenza, fino alla disfatta di El Alamein. Anche in Russia l'avanzata iniziale viene bloccata dai problemi climatici e dalla riorganizzazione dell'esercito russo. Anche nei mari orientali i giapponesi a Midway subiscono una prima grande sconfitta .

 

Per quanto riguarda invece le battaglie combattute, negli stessi anni, sui campi di calcio, ritroviamo tre squadre contendersi fino all'ultima giornata l'agognato scudetto. Due del nord Torino e Venezia e quindi la Roma.

 

Solo all'ultima giornata con la vittoria sul Modena la AS Roma vince lo scudetto con 42 punti, seguono a ruota il Torino con 39 e il Venezia con 38.

 

Dai brevissimi scarti si ha la conferma della lotta che ci fu tra le tre squadre durante tutto il girone di ritorno.

 

Sicuramente giocò un ruolo determinante la perfetta e continua forma del centrocampista "romano"Amedeo Amidei che segnerà 18 reti, finendo secondo nella classifica dei cannonieri.

 

Era la prima volta che la Roma vinceva uno scudetto ed ecco quindi il fiorire della  leggenda metropolitana "è il Duce che ha voluto la Roma Campione".

 

In effetti invece, anche dallo svolgimento di tutto il campionato, non si trova alcun riscontro di ingerenze politiche su questo risultato.

 

Forse qualche ingerenza politica la si può, invece, ritrovare a favore della Lazio, quando qualche anno prima, era riuscita a scippare il grande Silvio Piola al Torino proprio per le pressioni fatte, a favore della Lazio, dalla Segreteria del PNF sulla Pro Vercelli, titolare del cartellino di Piola.

 

Certo è  invece che a favore della Roma contribuirono indirettamente i grandi bombardamenti sulle città del Nord e la leva di molti calciatori.

 

Una annotazione per le tifoserie romane: il derby all'andata fu vinto dalla Roma per 2-1, mentre al ritorno la partita fini con un pareggio 1-1.

 

L'eccezionalità dell'evento del primo scudetto alla Roma, spinge il nostro Sergente Pandolfi, sicuramente romano, a scrivere alla proprio squadra per congratularsi. E quale cosa migliore per farlo di un sonetto da dedicare a tutta la squadra, citando verso per verso tutti i protagonisti?

 

 

AI  CAMPIONI D'ITALIA 1942

 

Anche a Roma è arrivato

 

lo scudetto desiato

 

a premiare lo squadrone

 

tanto caro "ar Cupolone"

 

 

 

Era ora che il diretto

 

si pigliasse lo scudetto

 

e scendesse trionfale

 

alla grande Capitale!

 

 

 

Oh  che festa pei tifosi

 

infiniti e rumorosi

 

ma che rabbia nei paesi

 

veneziani e torinesi.

 

 

 

Con in lizza un Masetti

 

gran portier, tra i più provetti

 

e Brunelli e Jacobini

 

bella coppia di terzini;

 

 

 

Bonomi-Mornese e Donati

 

tre mediani brevettati

 

e Borsetti e Coscia interno

 

una coppia da inferno,

 

 

 

Amadei il grande centro

 

che i palloni ficca dentro

 

e Pantò e Cappellini

 

giocatori tra i più fini

 

 

 

usci fuori lo squadrone

 

che ha il titol di campione,

 

e che tanto lo terrà

 

perchè ROMA vincerà!

 

           Ave!

 

 

 

Ed ecco come un semplice biglietto postale spedito più di settanta anni fa evoca periodi tristissimi fatti da sciagure immani come la guerra, ma anche di una "piccola grande gioia " per un tifoso che ama la sua squadra.

 

A noi ha dato, assieme all'emozione del ritrovamento, quella di conoscere fatti e persone che forse non avremmo mai "incontrati".

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