Francobolli per spiegare: un eccezionale strumento di insegnamento e formazione

Martedì 18 Ottobre 2011

Insegnamento e formazione, pur essendo strettamente interconnessi, hanno due connotazioni diverse, la seconda discende alla prima e ne è parte fondamentale e complemento.
Nei lunghi anni della mia carriera di docente di materie letterarie nella scuola media, ho naturalmente fornito ai miei alunni, prima le nozioni basilari delle discipline e poi utilizzando queste nozioni, ho cercato di contribuire alla loro formazione non soltanto culturale.

Svariati sono gli strumenti a disposizione del docente, ma in questa sede io desidero proporne uno che raramente viene usato e sfruttato in tutte le sue potenzialità: il francobollo.

In un momento in cui i ragazzi sono letteralmente “bombardati “ da immagini di ogni tipo, potrà sembrare un po’ anacronistica la mia affermazione, ma io tenterò di dimostrare che non è così.

Lo farò proponendo alcuni semplici esempi di lezione supportata da francobolli con l’avvertenza che in uno scritto non è sempre possibile ricreare l’atmosfera di partecipazione diretta di una scolaresca, che è quella che dà al docente la conferma del successo o meno della sua iniziativa, conscia del vantaggio costituito dall’aver avuto un padre appassionato di filatelia e strenuo “raccoglitore” di francobolli.

In una terza media mi sono trovata a dover chiarire ai miei alunni il concetto di “inflazione“.
L’impresa non era facile e non me la sentivo di imbarcarmi in una spiegazione troppo tecnica. Ho avuto l’idea di proporre ai miei ragazzi la visione e l’esame di alcuni francobolli della serie tedesca del 1923: non ho avuto bisogno di molte parole, mi è bastato far rilevare i valori nominali assurdi di quei francobolli.
Una volta “consolidato” il concetto, ne ho approfittato per coinvolgere i ragazzi in un’analisi delle conseguenze del primo conflitto mondiale. Il fatto di poter “toccare con mano” un documento originale, ha dato loro la consapevolezza che i fatti che avevano appreso dal loro testo di storia erano … realmente accaduti.

Il francobollo come strumento didattico mi ha supportato in altre occasioni come quando mi ha aiutato a far analizzare alla classe le variazioni sociali, storiche, economiche e politiche, conseguenti alla fine del colonialismo in Africa.
“Pescando” nei raccoglitori di mio Padre, mi sono procurata un certo numero di francobolli emessi da vari paesi africani colonizzati e altri emessi dagli stessi stati dopo la conquista dell’indipendenza.      

L’analisi di questi francobolli ci ha permesso di capire anche il perché di certe nuove denominazioni: in alcuni casi siamo anche riusciti ad interpretare alcuni termini linguistici locali.


Perché Burkina Faso? Faso significa “Repubblica“ nella lingua locale e Burkina “degli uomini integri“.

A questo punto ho capito che, per coinvolgere maggiormente i ragazzi dovevo aiutarli ad essere essi stessi protagonisti della ricerca dei francobolli utili per affrontare ed illustrare concretamente un determinato argomento o fatto storico.
Abbiamo quindi pensato di dedicare quella che allora era l’ora di Educazione Civica, proprio allo scopo di conoscere più da vicino il francobollo nelle sue componenti essenziali e nella sua veste di documento ufficiale di uno stato sovrano.
Una volta fatto questo abbiamo fissato dei “temi” e i ragazzi, divisi in gruppi hanno iniziato a rovistare con grande curiosità, in un bustone dove avevo messo un buona quantità di francobolli  diversi.

Una volta completata la ricerca, è partita in ogni gruppo l’operazione di selezione del materiale utile.
I ragazzi erano pronti ad approfondire gli argomenti proposti dai francobolli: arte, letteratura, scienza, geografia, promozione sociale, pubblicità, costume. Non c’era che l’imbarazzo della scelta e la prima osservazione che è venuta loro spontanea è quella di aver notato che il francobollo è in grado di permettere di studiare, viaggiare nel tempo e nello spazio consentendo di conoscere fatti, abitudini, caratteristiche di paesi anche lontani.


Per testimoniare a se stessi e agli altri il loro impegno, alla fine dell’anno scolastico i ragazzi hanno prodotto una specie di “sussidiario” multidisciplinare illustrato da francobolli in cui hanno trovato posto tutti o quasi gli argomenti che possono essere supportati dalle emissioni filateliche.


Certo forse avremmo potuto ottenere lo stesso risultato utilizzando delle normali foto o delle immagini tradizionali, ma non sarebbe certo stata la stessa cosa: il francobollo non è un’immagine qualunque, è un pezzetto di vita vissuta soprattutto se completato ed arricchito da un annullo particolarmente significativo.


L’anno seguente i miei ragazzi hanno fatto un ulteriore passo avanti.
Ho chiesto loro di mettersi essi stessi alla ricerca dei francobolli da usare per il nostro lavoro ed è stata veramente una piacevolissima sorpresa vederli arrivare in classe con mini raccolte che qualcuno in casa aveva nel tempo accumulato e magari dimenticato.
Si trattava di francobolli raccolti senza una logica sistematica e di nessun valore venale. Ma a questo non si è neppure accennato.
Ci siamo messi al lavoro e stavolta abbiamo scelto di catalogare i francobolli in base al Paese europeo di appartenenza.

L’Europa è l’argomento previsto dal programma di geografia della seconda media ed io ho voluto mantenermi collegata alla programmazione tradizionale.
E’ stato bellissimo assistere agli scambi tra ragazzi. Io ho soltanto presenziato per evitare confusioni, ma le “contrattazioni” sono state libere.
Finalmente ogni gruppo aveva il suo piccolo patrimonio di francobolli e allora siamo passati alla fase due, quella della selezione del materiale relativo ad ogni nazione europea.
Ad ognuna di esse è stato dedicato un tabellone con cartine, notizie storico geografiche, curiosità, personaggi famosi, avvenimenti, ecc.
Alla fine dell’anno scolastico i ragazzini hanno esposto con orgoglio il risultato del loro appassionante e divertente lavoro, nell’ambito della tradizionale manifestazione di chiusura dell’attività scolastica.


Si è parlato e si parla sempre più spesso della valenza formativa del francobollo, ma si è parlato e si parla altrettanto spesso del rischio che il collezionismo filatelico possa pian piano scomparire per mancanza di collezionisti e, aggiungo io, per mancanza di “materia prima“. Infatti sono sempre meno numerose le persone che scrivono lettere, cartoline e inoltrano oggetti postali in genere ed essendo sempre di più il francobollo sostituito da “targhette“, che però potranno un giorno costituire esse stesse oggetto di una collezione attuale e particolare.
Chi mi ha seguito fin qui, spero senza annoiarsi troppo, avrà capito che io non ho dubbi sul fatto che il francobollo sia uno strumento formidabile di formazione, non soltanto per un alunno, ma anche per un adulto che desideri dedicarsi a qualcosa di distensivo e rilassante, ma allo stesso tempo creativo e formativo.

Se usciamo dall’aula scolastica possiamo renderci conto che tutto il percorso che io ho realizzato con i ragazzi può essere tranquillamente concretizzato da chiunque desideri avvicinarsi al mondo dei francobolli.
Certo è necessario che scatti quella molla chiamata “passione” che è poi a ben vedere, tutto il motore delle cose umane, ma poi il resto vien da sé.
Un adulto, giovane o meno giovane che sia, può avvicinarsi alla filatelia in vari modi ma credo che possa passare tranquillamente attraverso alcune fasi che se non obbligate sono almeno consigliabili:

La decisione su cosa e come collezionare
La raccolta e l’analisi dei materiali
La catalogazione e la scelta
L’ impostazione e la realizzazione materiale della collezione.

Non è il caso, ovviamente, di pensare subito ad imbastire collezioni da expo, basta provare ad aggirarsi in un mercatino, a frequentare qualche convegno filatelico piccolo o grande, a mettersi a rovistare tra le migliaia di “pezzi” a disposizione, a chiedere consigli o dritte a chi è sempre disponibile a darle, insomma a considerare che la filatelia non è assolutamente un hobby per signori danarosi, ma piuttosto divertimento e occasione per allargare le proprie conoscenze personali e culturali.

In fin dei conti capita a tutti prima o poi di avere l’idea di collezionare qualcosa. Io stessa, appassionata di animali e di gatti in particolare, possiedo una discreta raccolta di “gattini” di tutte le fogge, materiali, dimensioni che ho accumulato girando per mercatini oppure sfruttando i contributi degli amici che, conoscendo la mia passione, ogni tanto arrivavano e ancora arrivano con un nuovo “micio”.
Questa mia raccolta pur ben ordinata, ben esposta e molto piacevole a vedersi, non mi dà però la soddisfazione che provo sfogliando l’album della mia collezione di francobolli di Italia Repubblica o meglio ancora l’emozione che provo quando mi capita fra le mani un documento di storia postale.


Ecco, a proposito un’altra importantissima ed appassionante branca del collezionismo filatelico: certo non è da principianti, ma una volta entrati nel magico mondo dei francobolli, collezionarli per data, Paese, soggetto o tema non basta più a allora capita di passare alla storia postale che non è la storia della posta (o non è solo quello), ma è piuttosto la storia letta e studiata attraverso i documenti postali. E’ la storia rivissuta attraverso la testimonianza di francobolli, annulli, cartoline, lettere, bollettini e tutto ciò che ha avuto un percorso postale.


Le lettere, le cartoline con le date significative della Prima o della Seconda Guerra mondiale, oltre che interessanti per il francobollo e/o l’annullo che colpiscono immediatamente gli specialisti, se lette con l’occhio del curioso, del cronista o dello storico, costituiscono un formidabile strumento di testimonianza diretta di dolori, rinunce, sofferenze, affetti lontani, e qualche volta di orgoglio e soddisfazione per un dovere compiuto.
Il messaggio di un soldato alla fidanzata, la lettera di una mamma che raccomanda al figlio di fare … attenzione, ad esempio, sono certamente più vive, efficaci e veritiere di molte pagine di storia, che al contrario possono essere manipolate.
 

Rispetto rigorosamente le opinioni altrui e ritengo che ognuno sia libero di dedicarsi all’hobby che preferisce, ma vorrei chiudere questo mio intervento con l’invito a non considerare la filatelia come un semplice hobby. E’ qualcosa di più, è un modo di viaggiare nel tempo e nello spazio con il supporto di pochi cmq. di carta colorata che a ben guardare riescono, malgrado le dimensioni, a fornire una quantità notevole di informazioni.
E’ un hobby cui ognuno può dedicarsi e se non si cade nella trappola del “quanto può valere? “o non ci si lascia attrarre dal “pezzo“ proposto magari a prezzo stracciato, pensando magari di aver fatto chissà quale investimento o “affare”, è anche abbordabilissimo dal punto di vista economico.
Quindi, perché indugiare? Perché non provare?
Perché non iniziare a guardare il francobollo con occhi più attenti e forse con un una punta di rispetto in più?
Perché non entrare in una “comunità “ variegata di appassionati pronti a sostenere ed incoraggiare e ad aiutare i neofiti e non solo loro? Perché, insomma, non dedicarsi alla filatelia?
                                     
A queste domande ognuno risponda come sente e come crede. Se dopo essersele poste, qualcuno deciderà di entrare nel nostro mondo, sarà certo il benvenuto.
Se deciderà di non farlo, a lui come a tutti coloro che hanno resistito a leggermi fin qui, va comunque il mio grazie per l’attenzione.

Mariagrazia De Ros è Delegata Nazionale FSFI per il Progetto Scuola
www.fsfi.it/filatelia-scuola
www.bollionline.net

[Questo articolo è stato pubblicato su "Filatelia che passione..." edito dal Club della Filatelia d'oro Italiana. Diritti riservati.]
 

ATTUALITÀ COLLEZIONISTICHE

  • 14/06/2015 - 12:22

    Giovedì 11 giugno  scorso,  su  invito  congiunto del  Rotary  Club  e dell’Inner  Wheel di  Como, si  è  svolta una conferenza, nell’ambito  delle iniziative per lo  sviluppo  della filatelia, ten

  • 28/04/2015 - 20:38

    Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione del nostro socio Umberto Cavallaro.

     

    Cari amici

    Ho il piacere di annunciarVi che è arrivato in libreria DONNE NELLO SPAZIO.

  • 04/03/2015 - 21:34

    Si è  svolta con notevole successo, lunedì 2 marzo, presso  il  Grand Hotel Sitea di via Carlo  Alberto  35  a Torino, la conferenza per la diffusione della filatelia tenuta dal  Presidente del CFO

  • 14/02/2015 - 22:15

    Prato (14 febbraio 2015) - Una festa degli innamorati trascorsa parlando dei sentimenti veicolati attraverso il sistema postale.

  • 13/02/2015 - 18:38

    Oggi pomeriggio è stata formalmente annunciata l'edizione 2015 di Milanofil che si svolgerà dal 10 al 12 aprile prossimi presso il Mi.Co. Milano Congressi.

  • 03/02/2015 - 18:58

    Si svolgerà sabato 14 febbraio, naturalmente presso l’Archivio di stato cittadino, in via Ser Lapo Mazzei 41, dalle ore 9 alle 14 circa.

  • 25/01/2015 - 10:16

    L'Associazione per lo Studio della Storia Postale organizza per il giorno sabato 9 maggio prossimo il suo 18° incontro sul tema "Grandi Percorsi Postali".